domenica 18 marzo 2018

ultrabericus 2018

Una sola parola accomuna questa edizione dell'ultrabericus...fango, tantissimo fango. Meteo avverso fin dai giorni antecedenti alla gara, tanta pioggia e terreno ormai saturo di così tanta acqua, che però non è riuscito a fermare più di mille temerari atleti, che hanno preso il via puntuali alle 10 in piazza dei Signori fronte Basilica Palladiana. Ma partiamo dal mattino presto, dove si inizia a respirare l'aria della competizione già durante la colazione. Il dubbio amletico resta sempre lo stesso:" ho mangiato troppo, o troppo poco?" Oramai la mia colazione è abbastanza standard, porridge di avena con delle proteine in polvere, fette biscottate di segale con burro di arachidi, marmellata e tisana allo zenzero. Il ritrovo pre-gara è al patronato Leone XIII in pieno centro a Vicenza, dove ha sede tutta la logistica pre e post gara. Un'oretta di relax in palestra al caldo dove trovano spazio le ultime preparazioni accompagnati dai vari riti voodoo che risiedono in ognuno di noi. Anche qualche chiacchiera conviviale e scherzosa ci si scambia tra questo momento di attesa e lo start, anzi devo proprio dire che l'ambiente del trail running oltre a essere molto amichevole facilita la serenità e il rilassamento spezza tensione prima di ogni competizione. Ma arriva il momento tanto atteso, mi incammino verso la start line, spunta, controllo materiali ed entrata in griglia, rigorosamente sotto una pioggia leggera ma incessante. Ore 10 in punto, colpo di pistola e si parte.  Auto in testa a fare da pacer, probabilmente però l'autista non aveva cognizione di cosa volesse  dire correre e tra le suggestive vie del centro sfrecciava  sopra i 20km/h. I primi naturalmente tenevano il ritmo come del resto il gruppetto di temerari, spinti dalla foga suicida, che seguiva poco dopo. Salita di monte Berico e poi dentro il bosco per iniziare il vero e proprio trail running come da copione. Si capiva subito l'andazzo della gara, scarpe pesanti e piene di fango, preludio di una giornata condivisa tra la nomina di nuovi santi in paradiso e il ripasso di quelli già esistenti. La mia tattica era chiara, partire senza esagerare e tentare una progressione da metà in poi. Prima parte che ho eseguito da manuale, infatti arrivo a circa metà percorso, più esattamente all'eremo di San Donato, dove denoto una certa e insolita freschezza muscolare, segno comunque del ridimensionamento del rischio nelle discese, rese veramente pericolose dal fango e dalla pioggia. Subito i complimenti al team ultraberici che hanno balisato alla perfezione il percorso, aggiungendo anche delle corde nei punti più difficili. Partito molto leggero, chiaramente il materiale obbligatorio, qualche barretta e della frutta disidratata. Sicuro di poter fare affidamento ai ristori che, infatti, si sono presentati forniti di tutto e di più anche per i più esigenti, addirittura vegani come il qui presente. Ho tenuto sempre presente la regolarità nel bere e nel mangiare anche se nella parte finale lo stomaco era restio nel ricevere ancora cibo, ma pregandolo un pochino non si è certo tirato indietro...Devo dire che i chilometri sono passati abbastanza velocemente e al 40mo sono arrivato mentalmente veloce.
Qui iniziava la gara vera e propria. Chi ha chiesto troppo nella prima parte adesso dovrà combattere con la fatica e il dolore, che diventeranno sempre più intensi man mano che passano i chilometri. Io stavo bene, segno che non avevo chiesto troppo nella prima parte, così cambio passo e inizio a tirare di più nelle discese e nei tratti pianeggianti. Tratti in salita invece sempre regolari senza forzare troppo. Il passaggio all'ultimo ristoro non ha tardato a presentarsi, sapevo che restavano le ultime tre salite e poi il tratto cittadino all'arrivo. Ho trangugiato tre bicchieri di the caldo senza esitare, qualche dattero e poi via. Ultimi sforzi, le gambe si sono fatte pesanti, ma la consapevolezza del traguardo ormai vicino ti fa trovare le ultime energie per resistere, si ritorna quindi al santuario di Monte Berico e poi scalinata (a scendere) fino alla periferia del centro cittadino. Nessuno davanti e nessuno dietro, in completa solitudine con me stesso e la voglia di arrivare. Si intravede la storica Basilica Palladiana dove mano nella mano con la mia Irene ho passato il traguardo felice e contentissimo accompagnato dalla incessante pioggia della giornata. A coronare questa splendida giornata è stato il cronometro che ha segnato ben 10min in meno rispetto al mio precedente personale facendomi chiudere in 11ma posizione assoluta. Un ringraziamento doveroso va alla ditta K-pulse che con tutto lo staff mi hanno confezionato la divisa su misura, provata e testata appositamente per ricercare la perfezione nei materiali e nella costruzione. Un grazie a Diego Caldieraro per le fotografie ( www.diegocaldieraro.it ), ad Arianna per il supporto logistico e la simpatia, a tutto lo staff e volontari che si sono sorbiti una giornata intera di acqua per dispensare cibo, bevande e tanta pazienza. Infine grazie alle mie gambe e al mio cuore che a 45 anni suonati non ne vogliono ancora sentire di mollare..
alla prossima
ciao a tutti
Filippo

martedì 16 maggio 2017

SALOMON TRAIL RUNNING CONTEST

 Domenica mattina, splendida giornata di sole, temperatura ottimale e tanta voglia di correre. Il tempo di una buona colazione e poi si parte, direzione Faedo dove il SALOMON TRAIL RUNNING CONTEST mi aspetta. Evento voluto e nato dalla mente dei ragazzi di trailproject, in collaborazione con purosport e salomon. Un'occasione importante per chi come me desidera toccare con mano e provare tutto quello che serve oggi nel trail running. Ebbene si, oggi i vari brand offrono tantissimi prodotti sul mercato sportivo, forse fin troppi. Questa situazione provoca indecisioni, dubbi e perché no anche tanti errori. Oggi il trail non è soltanto corsa, è uno studio continuo di materiali, accessori ed equipaggiamento fatto su misura in base alle esigenze dell'atleta. Partiamo dal basso, le scarpe. Ammortizzate, morbide, stabili, protettive, leggere, sensibili, con grip, waterproof ecc ecc. andiamo a salire, calze compressive, pantaloncini compress o comodi, maglietta attillata o canotta, cappellino o bandana, zainetto o cintura, manicotti, gps e integratori. Mamma mia sembra la lista della spesa di una spedizione in antartide. Eppure è la realtà di oggi, ogni tipologia di gara è a sé  e tutto cambia di conseguenza. Ma torniamo a noi. Salomon ha offerto questa opportunità, provare tutti i materiali possibili, dove? esattamente in un trail running contest con percorso da 10km e 300m D+ perfettamente segnato. Per quanto possa un negozio offrire la possibilità di provare questi materiali nulla sarà mai cosi veritiero come una reale prova direttamente su un percorso gara, perché nulla mancava al percorso test che avevamo a disposizione. Si parte dallo stand del bravissimo Matteo Bertazzoni, fornito con tutti i materiali che servono per il perfetto trail runner modello. Gli chiedo un paio di scarpe ammortizzate a sua discrezione e mi offre le SALOMON SENSE PRO MAX. Calzata molto comoda e subito la sensazione è stata quella di una scarpa ben ammortizzata e protettiva..quindi si parte per il primo giro. Sento subito un'ottima sensazione, la stessa provata appena indossate. La conferma è quella di una scarpa ben bilanciata e morbida dove anche il terreno più sassoso non infastidisce la pianta del piede, perché l'ottima soletta assorbe benissimo le asperità. Non mancava certo il fango sul percorso test e quindi anche il grip viene testato egregiamente. Spingo in discesa e anche qui l'appoggio risulta sicuro nonostante i cambi veloci di direzione. Rientro alla base e mi complimento per l'ottima calzatura, ma come un bambino che ha a disposizione tanti giochi non vedo l'ora di provarne un altro. Questa volta mi consiglia le S-LAB SENSE ULTRA 2017..
Scarpa long distance per trail impegnativi. Decisamente più leggera e reattiva fin dall'inizio, ma bando alle ciance..è ora di correre. Solito giro fatto al contrario tanto per variare un po'. La bellezza di questi contest è proprio quella di provare i vari materiali sullo stesso percorso, un confronto diretto e preciso che non lascia spazio a eventuali dubbi. Anche questa scarpa conferma le mie prime sensazioni, molto agile e sensibile, a mio parere fin troppo per le distanze ultra. Io sono convinto che maggiore è la distanza da percorrere e maggiore deve essere il confort e la protezione, anche se si va a discapito del peso. In un trail di 20-25km restiamo freschi e veloci fino alla fine, ma dai 40km in su le cose cambiano. Negli ultimi km la corsa diventa pesante e le nostre povere ginocchia devono sopportare più peso, una scarpa ammortizzata ci protegge e attutisce i colpi..Comunque ottimo grip e risposta alla spinta, quindi anche questa S-LAB SENSE ULTRA convince proprio, anche i più esigenti. E' ora di terzo tempo perché come ogni manifestazione che si rispetti la birra non può mancare, come la pioggia che puntuale è arrivata nel primo pomeriggio a rompere le uova nel paniere. Concludo con i doverosi complimenti a tutta la macchina organizzatrice, ai ragazzi del trailproject, a puro sport culture con Roberto e Remo, a Moreno e Matteo che hanno scelto e balisato un perfetto percorso test. Grazie a Matteo e SALOMON  per la bellissima opportunità ricevuta, ora posso dire che le idee sono più chiare...
ciao a tutti
filippo

mercoledì 28 dicembre 2016

SCHIO ULTRA JUNGLE ED. ZERO

 Martedì 27 dicembre, ore 7.00 della mattina. La città di Schio è ancora silenziosa, il weekend natalizio è appena passato, panettoni e spumante a profusione come da perfetta tradizione italiana e ora spinti dai rimorsi delle troppe calorie ingerite, siamo pronti a questa nuova sfida trail denominata ULTRA JUNGLE edizione zero. La verità è che quando si parla di Summano Cobras i trail runner della vallata accendono i radar e affilano le lance, ma quando c'è aria di novità della stagione organizzata dai Summano Cobras allora scatta la modalità "pilota da caccia" ready in five, ossia in cinque minuti si deve essere pronti a partire. Ebbene si, dopo il già rodato Schio city jungle per il 2017 i bravi Cobras hanno ben pensato di inserire anche una edizione ultra, ovvero 47km con 3000m di dislivello, il tutto in modalità rigorosamente jungle, ovvero è l'atleta che si deve adattare all'ambiente e non viceversa.
I patti erano chiari fin dall'inizio, esame di coscienza prima di accettare, andatura media adatta un po' a tutti, autosufficienza alimentare e idrica, tanta voglia di divertirsi e terzo tempo finale dove l'unico integratore salino permesso è la birra (a tal proposito scatta un doveroso applauso, con tanto di assoluta ammirazione, al Cobras Paolo Franco che senza colpo ferire sfoggiava una applicazione per il suo gps da polso per il calcolo automatico delle pinte di birra guadagnate in base allo sforzo fatto...chapeau).
La prima parte è rigorosamente urban, poche vie del centro, qualche scalinata per scaldare le gambe e si entra in modalità trail..il sole annuncia il suo arrivo e l'anomala aria calda di questo fine dicembre scende dalle montagne per l'effetto della cosiddetta inversione termica, omni presente in questi ultimi giorni dell'anno. Il concetto base di questo trail è la storia della grande guerra, tutti i monti che ci circondano portano ancora i segni dei due conflitti mondiali, ci sono ancora trincee e forti che sovrastano le vallate. Ristrutturati di recente offrono un viaggio a ritroso nel tempo più unico che raro.
Primo tra tutti il forte Enna, maestoso e pieno di gallerie, perfettamente conservato e agibile all'interno. Passiamo quindi tra le varie stanze e dopo aver ammirato il panorama dalle altissime mura si prosegue in direzione Posina...Si sale lungo la dorsale della valle del Pasubio e gli scorci panoramici si susseguono freneticamente, abbagliati da un bellissimo sole color arancio invernale.
Tante le foto di gruppo, del resto oggi è anche una ricognizione del percorso e noi da bravi "occhi" scrutiamo e fotografiamo per un reportage perfettamente dettagliato.
Ma quando arriva il tempo di correre si corre senza scuse, dai tratti di sotto bosco agli sprint per arrivare in tempo prima dell'autoscatto del telefonino..(ma non sempre si riesce, del resto gli anni passano e non posso certo pretendere di avere ancora la gamba dettata sui 5 sec di countdown, la prossima volta Pippo meglio che selezioni i 10..ehm 15 sec..). Ci divertiamo, lo spirito è al massimo, non si sente un lamento, ma soltanto risate e complimenti...che gruppo. Ma si deve anche proseguire e quindi avanti con la marcia, il cammino è ancora lungo. Mi alterno ai filmati con il buon Alvin, altro Cobras con cui ho l'onore di condividere tantissimi aspetti topografici, perché il trail è anche questo, saper leggere una cartina e trasformare un pezzo di carta colorato in una rappresentazione reale per gli occhi di tutti. Mi indica un monte, una cresta di rocca che si eleva solitaria a fianco del monte Novegno.."sei mai stato la?", mi chiede.."quello è il monte Caliano, ci passiamo giusto a fianco". Come dire non è sulla traccia, ma una capatina la si può fare..E noi obbediamo, arrivati ai piedi della vetta con balzo felino saliamo per la foto di rito.
Panorama indescrivibile, certi paesaggi si devono vivere in prima persona...Si scende e si risale, monte Rione con relativa sosta alla malga per un sudato panino con la soppressa e relativo the caldo, Cima Alta con il passaggio dentro una stupenda e lunghissima trincea, dove i nostri passa sprofondano negli abissi delle foglie secche cadute dagli alberi..Si risale con direzione Novegno, direi vetta principale del giro, panorama a 360 gradi e soddisfazione a mille per la fatica finora ampiamente sudata.
Per me è la prima volta in vetta a questo monte  sempre visto da lontano, ma mai arrivato sulla croce, giusto il tempo di alzare lo sguardo al cielo e rimedio immediatamente.
L'aria cambia temperatura e il vento forte ci lascia poco tempo per rimanere a goderci lo spettacolo, troppo rischioso il raffreddamento repentino, ci aspettano ancora una quindicina di km e un 500m di dislivello che ci apprestiamo compiere con la stanchezza nelle gambe che avanza inesorabile.
Concludiamo il giro con la compagnia del campione Francesco Rigodanza, unitosi soltanto verso la fine per un fastidioso attacco di mal di schiena che lo ha costretto alla rinuncia, ma che non è riuscito a tenerlo fermo nel pomeriggio visto che ce lo siamo ritrovati davanti fresco come una rosa..
Questa è la traccia, personalmente posso solo dire che chi affronterà questa manifestazione si godrà un panorama stupendo, un percorso storico come pochi, certamente anche tanta fatica visto l'altimetria e la distanza, ma se si accetteranno questi compromessi il divertimento sarà assicurato..
Un mio particolare grazie a tutti i partecipanti, sono stato proprio bene, nei volti di tutti ho visto solo sorrisi e tanta felicità, un grazie enorme ai Summano Cobras che in fatto di aspettative non deludono fin nei minimi particolari, sono sicuro che l'organizzazione sarà delle migliori e il terzo tempo oserei dire spaziale. Quindi edizione zero promossa a pieni voti con lode, bravi bravi e ancora bravi..
per info schio city jungle domenica 30 aprile 2017, valida per l'acquisizione di 3 punti per UTMB..
buona gara
ciao a tutti
Filippo

martedì 25 ottobre 2016

Si può vedere la madonna anche senza andare a Lourdes

Tonezza del Cimone ore 7.00. Parcheggio semi deserto nella più assoluta oscurità mattutina, cielo coperto da nuvole minacciose di pioggia e freddo. Premesse fondamentali per la 5a edizione della Strafexpedition, corsa trail sulla distanza di 25km per 1200m di dislivello. Tema storico centrato sulla grande guerra che ha visto proprio in queste zone un susseguirsi di aspri combattimenti tra l'esercito italiano e quello austriaco. Ma torniamo alla nostra fredda mattinata pre gara, seguita dal ritiro pettorale e dai riti voodoo che ogni atleta si appresta a rispettare prima della agognata partenza. La sveglia prima dell'alba si fa sentire e le sensazioni di stanchezza non sono certo un buon presagio, ma l'adrenalina da ansia da prestazione controbilancia egregiamente il tutto. Sistemazione pettorale, cambio rapido in tenuta gara e warm up degno di una gara di formula uno...8.30 precise si parte! inizio tranquillo, giusto quei 200m piani per confondere gli atleti e poi si sale, si sale, si sale ancora...e ancora. Direttissima sul monte spitz (1700m slm) con passaggio rasente sotto la croce e cioccolatino premio offerto dagli alpini.
E' ora di scendere, di trasformare i tacchetti delle scarpe in perfetti artigli affilati, le pietre umide e sporche di terra sono come saponette. Il rischio di caduta è alto, ma dalla velocità con cui scendiamo nessuno bada  a tale rischio. La fatica si sa annebbia la percezione del pericolo, prevale soltanto la sfida, la voglia di vincere. Il più delle volte va bene, capita però anche l'inconveniente tecnico, quello che ti fa conoscere il sapore del dolore e se va male pure l'odore di disinfettante della sala di aspetto del pronto soccorso...ma stavolta non è ora, si continua a correre e a rischiare. Finalmente un pò di bosco, relax per i muscoli e per la mente, mangia e bevi (come usualmente si chiama in gergo il sali-scendi lungo i sentieri boschivi) che ci porta lungo panorami stupendi dai colori autunnali. I km passano, ma la stanchezza si fa avanti inesorabile. Qualche gel energetico per sopperire al fabbisogno agonistico, pronti per la seconda ascesa. Il monte Cimone ci aspetta e il suo ossario in vetta pure. Puntuali iniziano le visioni mistiche associate al classico dolore alle gambe da acido lattico..incontriamo tanti marciatori del nordic walking che stavano affrontando la traccia a loro riservata per la finale del campionato italiano a circuito. Finalmente si arriva all'ossario, giro a 360° e si torna indietro per un sentiero parallelo a quello di risalita..
Il gps dice 18km fatti, dai che ormai ci siamo!!! (magra consolazione, ma utile per la mente). Continuo sali-scendi per la parte finale, gruppetto sempre compatto. Nessuno molla, nessuno rallenta nonostante la fatica. Il trail è una disciplina della corsa molto dura, la testa deve rimanere sempre concentrata sul sentiero, un passo falso può essere causa di una caduta rovinosa o peggio. Ma oggi tutto risponde a dovere e quindi si va avanti..Ultimo km e giustamente traguardo a vista, ma le frecce che indicano il percorso mostrano una direzione leggermente diversa da quella della fine..ahimè ciliegina sulla torta giro largo attorno al campo da calcio e relativo parcheggio. Ma ci siamo, sprint finale e passaggio sotto l'arco dell'arrivo...mamma mia che tirata, tosto il percorso, toste le condizioni del terreno e tosto il livello dei concorrenti. Concludo con un quinto posto assoluto, meglio sicuramente delle mie aspettative, visto la alternanza dei periodi di allenamento con altrettanti di ferma causa lavoro, mi ritengo più che soddisfatto del risultato, non tanto della classifica, ma della resistenza che il mio fisico è riuscito a tenere fino alla fine. Onori a Francesco Rigodanza vincitore indiscusso, con cui ho avuto modo di scambiare qualche battuta durante il primo km per poi vederlo accelerare in salita come se per lui la gravità fosse soltanto un concetto astratto..Onori al nostro gruppo Runners team Zanè che ancora una volta raccoglie un fiume di successi. Onori alle mie gambe che mi hanno portato alla fine di questa ennesima e bellissima avventura, infine un grazie a tutto lo staff che ha organizzato questa bellissima manifestazione e che hanno sopportato questa orda di corridori pronti a darsi battaglia fino alla fine..
ciao a tutti
Filippo

mercoledì 9 gennaio 2013

2013...SI COMINCIA...

Il 2013 è iniziato, così anche la stagione agonistica. A fare da apertura è stato proprio il trail della lepre bianca, una corsa in ambiente innevato giunto alla sua seconda edizione. Merito di un'idea nata dal grande campione di corsa Antonio Pasqualotto questa gara si snoda sui sentieri montani della zona Pian delle Fugazze-campogrosso, incorniciata dalle maestose montagne quali cima Carega, Obante, Cornetto e il grande Pasubio..400 i partenti, ovvero il numero massimo consentito per questa manifestazione, tanti podisti fuori regione quindi una conferma in più della crescita di questa gara. Giornata splendida e nonostante il periodo invernale la temperatura era piuttosto mite tanto da decidere per una divisa quasi "estiva". In prima fila grandi campioni, come De Gasperi e Bruno Brunod, nonchè una fila di podisti agguerriti pronti a darsi battaglia fino all'ultimo metro. Tutto è pronto...e si parte. Stranamente non è stata una partenza con il "botto", il buon De Gasperi ha fatto il ritmo per il primo km lasciando scorrere la parte della salita più dolce...il tempo di addentrarsi nel primo sentieri e li abbiamo aperto pigiato tutti sull'acceleratore. Percorso stupendo, continui sali e scendi in mezzo ai sentieri e strade innevate, a tratti ghiacciate e a tratti anche semplicemente ricoperte dalle foglie cadute lo scorso autunno..Tengo  sempre il gruppetto di testa, De Gasperi da gran campione fa il vuoto, purtroppo perdo un ramponcino sulla prima discesa e mi vedo costretto a fermarmi per cercarlo ahimè invano..Perdo così posizioni prezione e decido di proseguire senza. Un azzardo che però mi va dritto, fortunatamente il resto del percorso è coperto da neve poco ghiacciata tanto da far tenuta con la semplice suola della scarpa..recupero qualche posizione ma non sufficientemente da arrivare a podio, infatti sull'ultima salita arrivo con il terzo podista a vista, ma così rimango tagliando il traguardo comunque più che soddisfatto con il quarto posto assoluto..

Un grazie al grande organizzatore Antonio che ha saputo trovare il giusto equilibrio tra gara, location e panorama, sono sicuro che l'anno prossimo la terza edizione sarà un successone come questa...


E un grazie va anche a Puro sport, dove trovo sempre tutto quello che mi serve per la corsa e non solo...un partner davvero indispensabile per tutte queste avventure


Sensazioni ottime quindi per questo inizio di stagione, speriamo rimangano tali per tutto l'anno, nel frattempo vietato mollare e sempre avanti
ciao a tutti
filippo

lunedì 21 maggio 2012

DIVINUS BIKE

Eccoci qua siamo alla terza prova del Lessiania Tour ovvero a Monteforte d'Alpone per la Clivus Divinus Bike..Gara di prestigio per questo comune veronese famoso per il vino, le ciliege e le grandi manifestazioni come la Montefortiana e questa classica di mtb. Quest'anno si presenta con tre percorsi un corto da 20km, un medio da 40 e una marathon da 67 con 2600m di dislivello. Anche il nostro capitano Marco ci onora della sua presenza per il suo esordio nella stagione agonistica, ritardato dai numerosi impegni vista l'apertura del nuovo negozio, ma come si dice...meglio tardi che mai..Il tempo è bello e la temperatura si aggira intorno ai 20 gradi, condizioni ideali se non per una grossa perturbazione che dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio, ma io faccio i dovuti scongiuri per farla ritardare il più possibile..con le gambe ancora tremanti per il terremoto della notte preparo la bici e mi scaldo un pochino, giusto giusto per entrare in griglia di partenza. Al via quasi 3000 biker, un vero e proprio spettacolo di bici e di colori..
8.45 in punto e si parte, subito dopo il botto fatto con l'archibugio e da qui in poi è solo sofferenza...
200m e si parte subito a salire, strade sterrate, single trek e discese mozzafiato..insomma c'è di tutto un pò, questa marathon non si fa mancare proprio nulla. Le gambe tengono bene sono proprio in giornata, in discesa la bici la controllo a meraviglia anche a metà percorso quando il meteo ci da una piccola anticipazione di pioggia che non tarderà ad arrivare subito dopo aver passato il traguardo..Sfiliamo in mezzo ai ciliegi carichi di frutti maturi, peccato non ci sia il tempo di fermarsi ad assaggiarne qualcuno..ma si pedala e l'ultima salita arriva dopo quasi 3h di gara..E' la salita dei capitelli in quel di Soave, ovvero una bellissima strada cementata con una pendenza oltre il 20% dove ci sono tutte le stazioni della via crucis, praticamente come vedere la Madonna in versione mistica..da parte mia i capitelli non servivano, la via crucis per me è iniziata subito dopo la partenza, ma anche questo è divertimento..
Anche il Capitano con il resto della squadra si diletta e si diverte sulle salite, per lui la scelta è del percorso classic che con i suoi 1400m di dislivello lo fa penare per la sua giornata di esordio..Ma tutto questo è sport e quindi si va avanti a testa bassa consapevoli che almeno a fine gara un buon piatto di pasta è più che meritato..Ma la gara continua e dopo l'ultima salita affronto la discesa che porta nella periferia di Monteforte, ultimi km quindi in mezzo a campi e fossati per finire nell'argine dell'Alpone per il chilometro finale..Ormai i giochi sono fatti, arrivo assieme a un biker della griglia precedente e quindi lo lascio andare in volata visto che comunque ho 5 minuti di vantaggio...Alla fine il risultato è di un 120ass e 18mo di categoria, considerando l'alto numero di elite mi ritengo pienamente soddisfatto adesso si tratta solo di continuare a pedalare per affrontare il prossimo impegno che mi vedrà in quel di Velo Veronese per la lessinia Legend ossia 90km di pura sofferenza..Un applauso di tutto cuore per l'organizzazione Hellas monteforte che ha saputo gestire e mettere in piedi questa stupenda manifestazione, ancora bravi
ciao a tutti
filippo

mercoledì 9 maggio 2012

CORSO ISTRUTTORE MTB 2° LIVELLO

Siamo a Folgaria per l'annuale corso organizzato dalla SIMB (scuola italiana mtb) per conseguire il brevetto di istruttore di 1°, 2° e 3° livello. Avendo già conseguito il primo, quest'anno punto al secondo livello e così armato di mtb e tanta voglia di fare raggiungo l'hotel il venerdi pomeriggio seguito da un immenso cielo grigio pieno di nubi nere e minacciose...il meteo di certo non è dei migliori e nemmeno le previsioni lo sono, visto che all'unanimità sono per pioggia e schiarite...praticamente vedi te se prenderla tutta oppure hai fortuna e la scampi...il tempo di sistemare la borsa in camera e armato di ritaglio di carta topografica si va a correre..su e giù per i sentieri, giro dei campi da golf e sotto con le strade sterrate..che bel posto la Folgaria..giusto una bella oretta piena per guadagnarmi la cena..Quattro chiacchiere e poi in camera a preparare tutto per il giorno dopo, programma intenso e poco tempo per organizzarmi quindi tutto deve essere pronto. Sveglia ore 6.15 e partenza per il primo allenamento, una bella corsetta per guadagnarmi la colazione, stesso giro del giorno prima giusto per non perdere tempo a trovar la strada. 8.30 pronto per l'inizio del corso...presentazione e consegna dispense e poi via verso la sede della croce rossa di Folgaria per il corso di primo soccorso. Il primo livello invece esce subito con la bici al mattino quando un pallido sole si fa vedere in mezzo alle nuvole,  il nostro turno invece è nel pomeriggio..
Corso molto interessante e ben strutturato, sia dal punto di vista pratico che teorico, istruttori all'altezza e all'una ce ne andiamo con il nostro attestato in mano..giusto un pranzo veloce e poi si arma la bici..ore 14 pronti a partire..ci assegnano il maestro istruttore e si parte, tempo 10 min e inizia a piovere..speravo in una pioggerellina fine alternata a qualche schiarita invece più incazzato che mai il meteo si fa sentire facendo piovere in continuazione a abbassando di brutto la temperatura..
Quanta acqua...e sul più bello gli istruttori che ci accompagnano decidono di salire in quota raggiungendo il rifugio Camini e successivamente Stella d'Italia a 1700m...pioggia vento e 3°c, praticamente ci congeliamo tutti alla grande in quanto per tenere unito il gruppo ci dobbiamo fermare più volte e così alla discesa troviamo seri problemi di frenata visto che le mani non rispondevano più..ma arriviamo sani a salvi all'hotel dove mi aspetta una bella doccia calda e un' ottima cena a base di verdure calde e carne stufata...
birretta in compagnia con tutta la squadra visto che è sabato sera...e poi a nanna presto, anche se è domenica una giornata intensa ci aspetta...Sveglia ore 6.15 e stesso rito del sabato con corsa mattutina ma stavolta direttamente sotto la pioggia...si inizia bene penso io, infatti subito dopo colazione il primo e il terzo livello escono mentre noi sempre lezione e bici solo nel pomeriggio..Topografia, utilizzo del gps e organizzazione di un'uscita di gruppo, questi sono gli argomenti trattati, sempre con molta professionalità e capacità da parte dei relatori, pranzo e pronti a uscire con la bici...
Immancabilmente...piove...uscita tecnica siamo rimasti nei dintorni del paese dentro i boschi e lungo i prati per dei percorsi ben stabiliti oggetto di valutazione pratica nella conduzione e superamento ostacoli, quindi rientro e il tempo di una doccia per affrontare la parte scritta con un test di una decina di domande a cui rispondere..fortunatamente sono argomenti a me già conosciuti e dopo un breve ripasso serale il test risulta semplice e rispondo sicuro a tutte le domande...risultato...brevetto confermato e secondo livello acquisito..
Ora a fianco del maestro Marco, la geko bike si avvale degli istruttori di primo livello conseguito proprio questo fine settimana, Pierino e Giannantonio e il secondo con Lino, Devid e Alberto...che dire siamo fortiiiiiiiiii
ciao a tutti filippo

lunedì 2 aprile 2012

GRAN FONDO TRE VALLI

Siamo a Tregnago in provincia di verona per la classica di inizio stagione e per la gara di apertura dei due circuiti di mtb più grandi della regione, il lessinia tour e il veneto tour..2500 i concorrenti schierati al via e la geko chiaramente non poteva mancare. Assieme a Vito, Nereo, Alberto e Renato ci siamo presentati al via più agguerriti che mai, del resto nessuno è qui per giocare....
Reduce dalla ultrabericus fatta esattamente una settimana prima, ero consapevole della mia ridotta forma fisica e già mi ero promesso di non partire alla disperata per morire subito dopo durante la prima salita, la mia intenzione era quella di fare una gara tattica e regolare all'insegna del "ritmo giusto per sopravvivere"...Parto oltretutto penalizzato in seconda batteria e visto i trascorsi della edizione precedente speravo proprio che almeno la prima filasse via sicura nei punti più lenti. La prima batteria parte alle 10 in punto e noi dopo un quarto d'ora...attesa stressante in griglia ma siam pronti a partire..mi ripeto in testa di partire tranquillo, sono quasi convinto a tal punto che al via parto come un razzo dimenticando completamente tutto il training autogeno fatto...vabbeh ormai la frittata è fatta, non resta che morire sulla prima salita..miracolosamente invece le gambe tengono a salgo alla grande prendendo la testa del gruppo..purtroppo però il sogno svanisce presto perchè nemmeno arrivati all'ottavo km che già prendiamo gli ultimi della prima griglia e da qui diventa un rallentamento continuo nei tanti punti tecnici di single trek  disseminati lungo il percorso...dove la strada lo permette salgo bene, le forze non mi hanno mai abbandonato fino alla fine, ma il tempo è l'unica cosa che conta e il cronometro alla fine sentenzia un 2h e 07, poco più di 200mo assoluto, del resto in 2 minuti ci sono dentro più di 100 concorrenti segno che ce la siamo giocata sul filo del rasoio..stavolta mi son tagliato io spero di restare indenne alla prossima
ciao a tutti
filippo

giovedì 22 marzo 2012

ULTRABERICUS 2012

 L'anno scorso proprio in questo periodo ero solito girovagare sui colli Berici in bicicletta come allenamento primaverile e proprio durante uno di questi allenamenti che mi sono imbattuto su una scia di runner che si stavano cimentando in questa manifestazione. E' stata come una scintilla che ha acceso la fiamma, subito gli occhi si sono illuminati e il primo pensiero nella testa è stato..."questa la devo fare"...Sinceramente pensavo alla solita gara di corsa collinare da 15-20 km, max 30 farla grande, poi ho scoperto invece che la distanza e l'obbiettivo erano ben maggiori. "i colli berici tutti d'un fiato", questo è il motto che riporta la manifestazione e già qui ho pensato che di sicuro tanto corta non è..E così quest'anno eccomi qua in partenza assieme ad altri 650 amanti del trail, ossia la corsa in qualunque ambiente purchè non sia asfalto...Preparata con 3 mesi di duro allenamento, correndo 1500km tutti nel periodo invernale, 66 km la distanza totale con 2500m di dislivello positivo. Sono numeri che fanno riflettere, non è di sicuro la solita gara podistica che si può anche improvvisare, così ho cercato di studiarla anche a tavolino raccogliendo più informazioni possibili dai tanti amici che di esperienza nè hanno di sicuro più di me. Ma torniamo alla gara...Dopo i soliti riti scaramantici per ovviare agli imprevisti dell'ultimo minuto la mattina della partenza è stata tranquilla, il via è alle 10, così ho tutto il tempo per prepararmi con calma e di salutare anche il grande Giulio con cui ho condiviso un pò di sofferenza in quel di Aosta durante la Scuola Militare Alpina...

La location è bellissima, Piazza dei Signori a Vicenza fronte Basilica Palladiana, solite chiacchiere di rito e poi son pronto a partire..Spunta con chip e alle 10 in punto diamo fuoco alle polveri. I primi km sono guidati dagli apripista con tanto di macchina elettrica, giusto per passare il centro e portarci fino all'inizio della strada sterrata, ma da qui in poi è guerra..Cerco di prendere il gruppetto di testa e il ritmo si fa subito duro..arriviamo alle porte della mitica salita di Monte Berico (proprio dove è apparsa la Madonna) e qui la segnaletica ci dice di immetterci a fianco del prato per iniziare il trail, ma il buon vigile perfettamente a conoscenza del percorso, dopo averci richiamato con delle dolci parole ci fa girare proprio verso il santuario..un bel km abbondante di salita con sorpresa finale, arrivati in cima troviamo un addetto del percorso che ci chiede cosa ci facevamo qui visto che doveva essere la strada del ritorno...contentissimi di ciò torniamo indietro a gambe levate, ma ormai ci troviamo in fondo a tutti quanti che ormai sono già transitati lungo la strada giusta..dopo 10 min mi trovo già a dover fare 2 km in più...non mi perdo d'animo e proseguo...il percorso è tosto, sinceramente non pensavo così, molti sentieri difficili e comunque tanti sassi che portano a una corsa difficile, nervosa fatta di balzi e continui cambi di direzione..questo è il trail. Riesco a portarmi avanti e i primi ristori passano veloci..arrivo al 34mo km dove cè il cambio delle staffette (c'era anche la possibilità di farla in coppia), qui trovo il mio compagno di squadra Piero con cui scambio due brevi riflessioni sul percorso..ma si continua a proseguire, testa bassa per guardare la strada, il pericolo cadute è sempre in agguato...tanto bassa la testa che sbaglio strada e inizio una salita sterrata piuttosto dura..dopo qualche minuto che non vedo segnalazioni mi sorge il dubbio e guardando a valle vedo purtroppo gli altri concorrenti passarmi proprio sotto i piedi..e siamo a due...altri 700m in più...continua a passare gente ma non riesco a capire bene la posizione in quanto ai controlli non avevano la chiara situazione che le staffette avevano un pettorale differente dai singoli così quando chiedo la posizione il più delle volta è interpretata..l'importante è correre così si prosegue..arrivato al 56mo km segnati dal mio gps, sopra Perarolo il fisico mi fa capire che nè ha abbastanza, ma se la matematica non è una opinione mi mancano ancora 12 km, 10 di gara più i 2 fatti per la strada sbagliata...praticamente una eternità..dietro di me non tanto lontano vedo un gruppetto di tre persone, non capisco se son staffette o singoli, ma non sapendo la posizione penso che se anche mi raggiungono non mi cambiano le carte in tavola, l'obbiettivo a questo punto è finire..passo un incrocio asfaltato presidiato e l'addetto al percorso mi dice al volo:" guarda che sei nono assoluto"...e poi con un sorriso mi fa:" ma hai sei staffette davanti, sei terzo..." A questo punto un brivido adrenalinico sale dalla schiena, avevo la possibilità di arrivare a podio, ma il rischio della solita medaglia di legno non è tanto lontano visto il gruppetto che incalzava..Ho buttato giù tutti gli energetici che avevo e ho provato a tener duro per le ultime 2 salite..che fatica, le gambe ormai sono alla frutta e mi sembrava di correre con un'incudine sul petto, ma resisto e una volta arrivato a Monte Berico rimane solo la discesa...ultima fatica la famosissima scalinata di penitenza e vi assicuro che è proprio una via crucis...

Ma ormai non resta che l'ultimo km in mezzo alle via della città, ormai non mi ferma più nessuno e taglio il traguardo felicissimo di aver tenuto la posizione...un terzo posto assoluto in una gara durissima e faticosissima....ma ricca di tante soddisfazioni... 


Grande organizzazione, appena passato il traguardo mi danno una buonissima birra fresca...pure doppio malto...e che faccio non bevo?????? guadagnatissima questa birra e va giù che è un piacere..il tempo di far arrivare l'alcool in circolazione e vado a far la doccia al patronato dove trovo pure la forza di farmi 20 vasche in piscina giusto per sciogliere un pò la muscolatura...massaggio alle gambe e pronto per le premiazioni..Podio in piena piazza dei Signori proprio di fronte al simbolo di Vicenza, la Basilica Palladiana e premiazioni da pelle d'oca


Successivamente altra premiazione, questa volta però i miei compagni di squadra che vincono alla grande la prova a staffetta..grandissimi Piero e Marco...un team vincente

A questo punto i doverosi ringraziamenti, un grazie a PURO SPORT per il supporto e l'abbigliamento, grazie a COMPRESSPORT che grazie alla tecnologia compressiva i miei muscoli hanno macinato più km senza fastidi, un grazie a Remo e Luca di TERZO TEMPO RUNNING per i preziosissimi consigli e materiali, un grazie a Matteo DI NUTRILIFE per le bellissime scarpe K-swiss e la fornitura dei gel energetici della GU, un grazie a Federica che con la sua pazienza di fisioterapista mi ha rimesso in sesto dopo la brutta caduta della settimana prima e infine un grazie a tutti quanti che mi hanno sostenuto con il tifo e i complimenti per il risultato...che dire...alla prossima

martedì 13 dicembre 2011

MONTE SUMMANO

Di solito questo giro è un classico della primavera, ma quest'anno l'inverno ci sta concedendo tante belle giornate di sole, con una temperatura mite che ci consente anche un giro in montagna  proprio come questo. Ritrovo piazzale West Cicli e trasferimento con le auto in quel di Schio dove raggiungiamo l'abitato di Chiuppano. L'auto la parcheggiamo in una laterale fuori mano rigorosamente di fronte al bar, purtroppo ancora chiuso vista l'ora del mattino, ma che tornerà utile al fine del giro per l'aperitivo in compagnia..
Uscire dal torpore dell'auto è sempre un calvario, ma son bastate quattro battute goliardiche e subito gli animi si sono accesi. Preparazione della bici e controllo materiali, fondamentale quest'ultimo anche se la giornata è mite siamo sempre in inverno ragion per cui bisogna essere pronti a qualsiasi evenienza, lunghe fermate al freddo sono sicuramente deleterie per tutti.
Ci siamo tutto è pronto o quasi, ci manca solo il caffè per la carica supplementare, ma le serrande abbassate del bar ci fanno capire che è ora di pedalare e che di cazzate nè abbiamo già dette a sufficienza.
Direzione Santorso lungo le pendici dei monti sopra Piovene Rocchette, giusto per riscaldarsi un pò e quindi si inizia a salire poco dopo la chiesa. Il cielo velato ci fa capire che il sole non sarà di compagnia anche se la temperatura intorno ai 10 °c rende  piacevole la pedalata. Il dedalo di strade che porta in vetta al Summano è piuttosto insidioso, ma noi al seguito abbiamo un' arma segreta ovvero il buon Pierino detto anche "gps" per la sua intramontabile voglia di pedalare nonchè di passione per il dispositivo gps, suo fedele compagno di 1000 avventure sempre presente al centro del manubrio. Nonostante questo esitiamo un attimo su un bivio e per la legge di Murphy chiaramente prendiamo la strada sbagliata..Una rampa della madonna ci fa capire che abbiamo  qualcosa non va, ma è sufficiente chiedere informazione a una persona del posto che ci indica di proseguire che dopo quel calvario comunque saremmo arrivato sulla strada giusta.

E infatti eccoci qua pronti ad attaccare lo sterrato che porta fin su alla vetta, andatura turistica per tutti, adesso non è certo il tempo delle sfide, lo sarà fra qualche mese quando l'adrenalina agonistica inizierà a scorrere nelle vene e la necessità di smaltire quei 10-15 panettoni mangiati senza rimpianto si farà sentire e notare al momento di salire sulla bilancia.
Ma si sale in compagnia e tra sane risate e i soliti discorsi rigorosamente di gnocca arriviamo sulla vetta dove un panorama mozzafiato ci coglie di sorpresa, un timido sole fa capolino fra le nuvole tanto da illuminare il paesaggio sottostante e accendere gli splendidi colori autunnali sfumati dalle foglie delle piante ormai adagiate sul manto erboso del bosco.
Foto di rito e una breve pausa per mangiare qualcosa, barrette e caramelle energetiche volavano da tutte le parti, ma è ora di tornare non vogliamo rischiare di raffreddarci più del dovuto. Ora arriva la nostra specialità...la discesa. Decidiamo di scendere per il sentiero dei Girolimini, sentiero spettacolare che prende vita dall'omonimo ordine dei frati siti proprio ai piedi del monte, dediti all'ascesa in pellegrinaggio della  "Regina Montis Summani". Scendiamo fieri e sicuri tra foglie e tronchi passa acqua che ci permettono salti spettacolari e derapate più che divertenti.
Il ritorno alla macchina è con il sorriso sulle labbra, contentissimi di aver concluso un giro in compagnia, ma quel che più conta è la voglia di come è stato affrontato, l'amicizia che ci ha unito per ogni metro del percorso è stata il legante del gruppo che ancora una volta da risalto alla Geko Bike come società sportiva per chi desidera pedalare in compagnia in una atmosfera serena e piacevole.
Prima di rientrare c'è anche il tempo per l'aperitivo di rito al bar (rigorosamente analcolico da bravi sportivi) per suggellare una giornata stupenda all'insegna della natura e dello sport. Un ringraziamento agli organizzatori e a tutti i partecipanti e quindi che dire se non....alla prossima Geki...

ciao a tutti filippo

mercoledì 19 ottobre 2011

KRONPLATZ RUN&BIKE

Per un atleta ripercorrere gli scenari e le strade delle gare professionistiche è sempre un onore e un piacere, la Kronplatz run&bike è proprio una di queste. Siamo a Brunico nella splendida Val Pusteria e sto per ripercorrere la mitica crono scalata, tappa del giro d'Italia che parte dalla piazza del comune di Brunico fino alla mitica campana della Concordia a quota 2400m sul panettone di Plan de Corones..34km secchi per 1600m di dislivello, nessun attimo di tregua e tanta ma tanta fatica..Il sabato è prevista la frazione di corsa mentre la domenica quella in bici. Ma andiamo con ordine.
Dopo le consuete formalità pregara la mattinata del sabato si è presentata subito con uno splendido e caldo sole di settembre, lo scenario attorno al paese è qualcosa di meraviglioso, la spinta giusta per affrontare più di 30km di salita. Preparativi di rito con tanto di riscaldamento doveroso attorno la piazza e lungo il viale della stazione, tutto è pronto compreso la safety car di accompagnamento per buona parte del percorso. Strade chiuse al traffico, Brunico e dintorni sono solo per noi. Il tempo di fare la spunta e si parte, manco a dirlo a tutta...in realtà ho una strategia di gara in previsione della bici da fare il giorno dopo devo dosare le forze, corro per la combinata e non per la gara singola come tanti questa mattina, ma la voglia di correre è tanta come quella di farsi trascinare dall'onda atletica di tutti i runner e quindi la prima parte puramente cittadina la corro quasi a tutta.
passata la zona industriale la pacchia è finita, dopo appena 4 km dal via si inizia a salire. I primi 14 km sono abbastanza costanti, salita non troppo pendente salvo qualche piccola variazione, ma una volta preso il ritmo salgo regolare. Qui però vado a cardio, scelgo di stare tra medio e corto veloce, non voglio rischiare, il percorso non lo conosco sono solo a conoscenza dell'ultima parte dove le pendenze sono infernali. Si inizia la strada che porta al passo della Furcia e qua la strada si fa più interessante. Pendenze nettamente superiori e cuore che inevitabilmente sale fino alla soglia...non importa bisognava pure soffrire.
Il sole si fa sentire e ai ristori non manco di bere tanto e bagnarmi il viso, nonostante l'altitudine che incrementa man mano non fa affatto freddo. Arrivo al passo della Furcia e li svolto a sinistra e inizia il calvario. 5km di sterrato mooolto pendente, una media del 20% con punte al 24. Giro il cardio e vado a sensazione ormai c'è poco da fare, solo stringere i denti e soffrire. Siamo oltre i 2000m e la strada sale. Cominciano i tornanti con le foto dei campioni vincitori delle varie edizioni durante il giro...Coppi, Bartali, Gaul e infine il mitico Marco Pantani. Non nascondo una forte emozione, tanto da uscire leggermente dalla strada e toccare con mano mandando un bacio al mitico campione. Ultimo strappo, ultimo km tutto al 26%. Non resta che ricorrere alla riserva speciale, quella delle grandi occasioni...La pendenza è talmente alta che a fatica riesco a correre, ma le scarpe tengono bene e nonostante il fiatone, che per la verità è più simile a un rantolo, taglio il traguardo barcollando un pò, ma fiero della mia piccola impresa...Alla fine porto a casa un 10mo posto assoluto e un parziale di 5° nella combinata..Non male adesso resta solo da vedere come ci giochiamo la bici..Io ho dato tutto, anche se penso in verità di avere esagerato, ma come dice il detto chi non risica non rosica..
E' arrivato il momento della bici, siamo a domenica...il sole è stato sostituito da un violento temporale che per tutta la notte ha tamburellato le finestre con una pioggia battente. Fortunatamente in partenza ci da un pò di tregua, giusto il tempo di partire perchè dopo un venti minuti di gara la pioggia torna a farci compagnia

E' dure, molto dura...le gambe le sento pesanti e stanche del resto con la faticaccia del giorno prima...il percorso è uguale, sono solo preoccupato per l'ultima parte di strada quella sterrata..Ho scelto la bici da strada come i professionisti...fortunatamente grazie all'amico Vito sono riuscito a reperire un pacco pignoni da salita estrema..meno male..Arrivo alla Furcia in mezzo al gruppo e quando iniziamo la sterrata capisco che se ho un ultimo jolly da giocare quello è proprio il momento. Testa bassa e cuore a tutta. Le ruote sprofondano nel fango, nonostante la strada sia ben battuta e consolidata l'acqua ha ammorbidito il terreno al punto da farlo cedere sotto il peso delle ruote stesse. Questo però mi consente di far tenuta e non scivolare in nessun tratto del percorso..continua a passare ciclisti che stanno pagando le fatiche della prima parte e nell'ultimo km do tutto anche se non so dove andarlo a prendere. Ci siamo anche l'ultima fatica è fatta...ora non mi resta che il verdetto dei giudici...Non tarda ad arrivare è un terzo posto assoluto per la combinata..Grande soddisfazione, visto anche la mia prima partecipazione e il poco allenamento subito dopo le ferie estive, ma anche questo è sport..
Sempre un grande ringraziamento alla GEKO BIKE WEST CICLI per l'abbigliamento e il supporto agonistico e un grazie ai MITICI di  PURO SPORT per le scarpe da corsa scott che si sono rivelate un ottimo strumento di gara anche nel terreno più ostile...che dire..alla prossima
grazie a tutti
ciao filippo

martedì 30 agosto 2011

PURO SPORT E SCOTT


Nel 2009 alla fine delle ostilità ironman in quel di Kona la voglia di correre era tanta, spinto anche dal fatto di voler focalizzare di più sull'attività podistica. Fino a quel momento le mie uniche fonti tecniche in fatto di scarpe erano soltanto le varie riviste del settore, soprattutto quelle di triathlon, mi mancava un punto di riferimento solido e sempre aggiornato. Conobbi allora lo staff del negozio PURO SPORT a Zanè (vi) e assieme a Paolo, Lucio e Antonio ho scoperto un mondo tutto nuovo fatto di novità e di esperienza nel settore. Il negozio è un vero e proprio punto di riferimento per noi sportivi, dal running al trekking, abbigliamento e accessori delle marche più prestigiose, le ultime novità degli orologi gps e integratori, che dire se non tutto quello di cui uno sportivo ha bisogno.
Visto la mia passione anche per le gare di raid e di corsa in montagna ho trovato la possibilità di provare la vasta gamma di scarpe, in modo da individuare subito la calzatura che più mi aggrada. Devo anche dire che in generale non pensavo che il mercato del running offrisse così tante alternative, abituato al triathlon dove con tre discipline devi navigare nel mare di materiali che il mondo dell'industria sportiva offre in ogni settore..
Quest'anno ho affrontato alcune gare di corsa in montagna fino all'apice della gara multidisciplina quale la BRESCIA NO LIMIT, dove la vittoria assoluta è stata una doppia soddisfazione, la gioia del risultato e, grazie a PURO SPORT, la giusta scelta dei materiali che giocano sempre un ruolo importante in qualsiasi competizione.
A tal proposito in collaborazione con SCOTT, mi hanno chiesto di provare le scarpe da running che recentemente la casa americana ha lanciato sul mercato. Già viste ai piedi del due volte campione del mondo di triathlon ironman Norman Stadler, subito sono stato colpito dall'offerta ed è bastato uno sguardo per provare le scarpe e partire subito con gli allenamenti test.
La scarpa in questione è la ERGO LOGIC RIDE, da allenamento veloce o gara lunga (maratona o mezza), 320 gr pesata per il numero 45 e colori sgargianti per non passare inosservati. La calzata è stata subito comoda e precisa, avvolge bene il piede grazie anche alle linguette laterali di stabilizzazione del collo del piede. Mi ci voleva un percorso misto collinare con salita anche sterrata in modo da provarle in modo completo con una sola uscita.
Dopo una mezz'ora di riscaldamento e qualche allungo sono salito sulle colline adiacenti al paese, la prima impressione è stata la comodità delle scarpe e il suo grip, anche se l'appoggio era sulla poca parte anteriore la scarpa non mostrava segni di cedimento nemmeno nella parte asfaltata. In discesa poi bastava lasciarle andare per una falcata veloce e sicura.
Alla fine sono stati 22km in terreno misto con la soddisfazione di aver provato una vera scarpa da running con la R maiuscola. Complimenti a SCOTT per la realizzazione e un grande in bocca al lupo per i futuri modelli.
Un grazie a PURO SPORT a cui devo sempre tanto per la disponibilità e la pazienza con cui vengo servito ogni volta che faccio visita, passare un pomeriggio per scegliere un paio di scarpe da corsa alla fine non è tempo perso, lo dimostra tutta la clientela che si ritrova soprattutto al sabato per provare e testare le scarpe sul tapis roulant, riguardare la corsa tramite computer una volta ripresi con la web cam e perchè no, scambiare qualche impressione personale e leggere i vari volantini delle gare in programma..ancora grazie e alla prossima con il modello da trekking..

mercoledì 13 luglio 2011

MTB DA 29" IL GIGANTE BUONO


E' la novità di un paio di stagioni fa, ma soltanto da quella passata che ho iniziato a vederne in giro a competizioni. Le varie riviste specializzate hanno iniziato a testarle quest'anno e i forum impazziscono per le varie impressioni sulla differenza con la sua rivale da 26". Dunque il dubbio resta, meglio la 29" o la 26". Il negozio West cicli di Spagnago ha messo a disposizione questa bike test, una Orbea in alluminio montata shimano xt e forcella rock shox frontale. Non essendo dotato di nessuno strumento per le varie misurazioni tecniche ho deciso di utilizzare come unico mezzo test le mie gambe e la mia capacità di andare in bici cercando di carpire le sensazioni, i pro e i contro che questa mtb mi saprà dare...
Per cercare di rendere il test rappresentativo al massimo ripercorro lo stesso giro fatto lunedi con la mia mtb da 26" in modo da raffrontare le stesse strade e quindi le stesse difficoltà..
Regolo la sella e il manubrio, indosso scarpe occhiali caschetto e si parte..prima sensazione:"ma quanto alto sono?" I miei occhi intuiscono subito l'altezza differente, ma la sensazione dell'altezza è piacevole tanto da iniziare a spingere subito forte sui pedali..

Parto con una salita asfaltata sento che l'andatura soffre leggermente il peso della bici, ma non la prendo in considerazione in quanto non posso paragonare la 29" con la mia 26", i materiali del telaio son diversi e il gruppo pure, tempo una mezz'oretta e arriva la prima discesa sterrata, vado in posizione e l'affronto regolare lasciando andare la bici per capire come reagisce. La sensazione è fantastica, la mtb rimane solida e ferma sulla strada nonostante le varie asperità del terreno, l'assetto rimane costante e le curve le affronto con una sicurezza maggiore sentendo meno nelle braccia il rischio di sottosterzare. L'avantreno tiene bene il terreno e il carro posteriore non salta e non si sposta dalla traiettoria stabilita rendendo di una stabilità unica la bici. Altra salita sterrata e si vola sulla seconda discesa un pò più impegnativa della prima..Questa volta decido di forzare un pò, non mi bastano le prime sensazioni, voglio di più..la strada è piena di scoli per l'acqua piovana (noi li chiamiamo i "passa acqua") ossia quelle strisce trasversali nel terreno fatte appositamente per incanalare l'acqua piovana di scolo dai boschi, normalmente in discesa o le salti completamente o cerchi di assecondare l'entrata della ruota anteriore saltando un pò con la posteriore, ma ancora una volta la bici non si scompone e supera brillantemente questo secondo test in discesa..non contento e incredulo della stabilità inverto la marcia e torno indietro per rifare la stessa discesa ed ottengo gli stessi risultati...44.3 km/h in una strada sterrata e la bici stabilissima..
Ma il giro continua, proseguo sempre per strade sterrate fino a un punto di single track in salita, normalmente mettevo giù un paio di volte i piedi con la 26, stavolta butto giù il rampicante e parto agile, la bici fluttua sopra il terreno e senza scomporsi arrivo in cima in un attimo senza nemmeno l'accenno di staccare i piedi dai pedali..fantastico, il fiatone cè, del resto contro la gravità non si va senza spendere energia, ma caspita che soddisfazione, qui adesso manca solo il percorso tecnico...quello cosiddetto "hard"..
E' il momento del famoso "sentinello", il sentiero saggiamente sistemato dagli alpini come ricordo delle trincee durante la prima guerra mondiale, questo sentiero scende lungo il pendio del monte Civillina ed è tutto una curva a gomito, stretto e con una notevole pendenza...meglio di così..con la 26 dovevo derapare un pochino con il posteriore in modo da coprire il raggio di sterzata altrimenti cadevo all'interno...con la 29 è stato uno spasso, bastava copiare il terreno senza paura e modulare il freno posteriore, nei tornanti più difficili rallentavo molto, comunque non volevo rischiare non è questo il momento di mettere il naso a terra, nonostante tutto sono sceso con una velocità e una sicurezza decisamente superiore al solito..non resta che riportare la bici in negozio e scambiare quattro chiacchiere con Marco, il gestore dell'attività, anche lui incredulo delle prestazioni del mezzo.."non ti resta che provarlo " gli suggerisco io.."la prossima uscita la facciamo assieme" mi risponde lui..
Bene non mi resta che un ultimo riassunto tecnico e qualche considerazione, dunque in discesa non c'è dubbio che la 29 è nettamente più stabile e di conseguenza più veloce della 26, in salita (tecnica) non ci sono paragoni, almeno i due tratti che ho affrontato io li ho risolti in modo fluido e scorrevole, infine come ultima considerazione posso dire che da buon bikers che alterna spesso e volentieri la bici da corsa con la mtb mi son trovato con la 29 ad avere un assetto molto più simile alla bici da strada che con la 26 tanto da sentire la pedalata in piedi in salita uguale a quella con la bici da corsa...Per me è promossa alla grande e se in America sta spopolando un motivo c'è..
Un grazie a Orbea per la sua gran bici e un grazie a Marco di West Cicli dove potete provare la stessa bike test che ho provato io giusto per capire che comunque per andare in bici bisogna sempre pedalare
ciao a tutti
filippo

mercoledì 29 giugno 2011

CAMPIONATI ITALIANI DUAHLON CLASSICO


Siamo a Cesate un paesino poco lontano da Milano, ospiti del Friesian Team organizzatrice del duathlon più vecchio in Italia. Quest'anno pure campionato italiano elite/age group. Giornata calda, il cielo di un azzurro lucido e nemmeno una nuvola all'orizzonte. La bici va in zona cambio alle nove in punto e poi via via si susseguono le partenze delle varie batterie. Alle 11.30 tocca a quella elite e 5 minuti più tardi è il mio turno.. Già nell'aria si poteva capire che la battaglia si faceva dura, i cavalli di razza ci sono tutti e quindi dopo un minuto di attesa in griglia si parte alla conquista del titolo. Sottinteso dire che la partenza è stata da formula 1, piccolo pezzo di strada cementata e si entra nel parco dove inizia la vera e propria corsa paragonabile esattamente a una campestre. Terreno sconnesso, curve e controcurve, insomma un percorso con i fiocchi.
Riesco a tenere a vista il gruppetto dei primi, non voglio esagerare per prenderlo la distanza era giusta per poter rientrare anche in bici più tardi, purtroppo però in uno dei tanti bivi perdo di vista il gruppetto di testa e di fronte alle due strade inforco quella sbagliata. Il tizio che doveva segnalare il percorso era impegnato ad affilare la punta del suo palo di legno (probabilmente lo voleva usare come arma...boh...) e così perdo un pò di contatto.
Non importa continuo a correre e penso al cambio...entro in zona cambi e in velocità proseguo in bici, due curve secche e si entra in un circuito di 5 km da percorrere otto volte. Marasma totale dopo il primo giro grupponi da paura con la solita confusione per chi deve tirare. Alla fine dopo numerose arrabbiature mi ritrovo ad aver perso 2 min dal gruppetto dei primi e quindi anche vedere sfumare il titolo..
Ma un buon atleta non si perde d'animo e così continuo la mia gara il più forte possibile cercando di guadagnare secondi preziosi. Finisco la bici saltando letteralmente in zona cambio ed esco alla velocità della luce prendendo gli ultimi 5km con un forcing disperato..
Riesco a guadagnare un minutino, ma il distacco dal primo era troppo elevato e così taglio il traguardo per il secondo gradino del podio..onori al vincitore che ha condotto una gara al cardiopalma e onori a tutti quelli che hanno portato a termine questa faticata sotto un sole cocente..
Bene il titolo per quest'anno è stato assegnato e quindi ci si rivede per il prossimo anno, la location sarà diversa, il percorso anche ma di una cosa son sicuro, la guerra sarà sempre la stessa....
ciao a tutti
filippo