Siamo a Folgaria per l'annuale corso organizzato dalla SIMB (scuola italiana mtb) per conseguire il brevetto di istruttore di 1°, 2° e 3° livello. Avendo già conseguito il primo, quest'anno punto al secondo livello e così armato di mtb e tanta voglia di fare raggiungo l'hotel il venerdi pomeriggio seguito da un immenso cielo grigio pieno di nubi nere e minacciose...il meteo di certo non è dei migliori e nemmeno le previsioni lo sono, visto che all'unanimità sono per pioggia e schiarite...praticamente vedi te se prenderla tutta oppure hai fortuna e la scampi...il tempo di sistemare la borsa in camera e armato di ritaglio di carta topografica si va a correre..su e giù per i sentieri, giro dei campi da golf e sotto con le strade sterrate..che bel posto la Folgaria..giusto una bella oretta piena per guadagnarmi la cena..Quattro chiacchiere e poi in camera a preparare tutto per il giorno dopo, programma intenso e poco tempo per organizzarmi quindi tutto deve essere pronto. Sveglia ore 6.15 e partenza per il primo allenamento, una bella corsetta per guadagnarmi la colazione, stesso giro del giorno prima giusto per non perdere tempo a trovar la strada. 8.30 pronto per l'inizio del corso...presentazione e consegna dispense e poi via verso la sede della croce rossa di Folgaria per il corso di primo soccorso. Il primo livello invece esce subito con la bici al mattino quando un pallido sole si fa vedere in mezzo alle nuvole, il nostro turno invece è nel pomeriggio..
Corso molto interessante e ben strutturato, sia dal punto di vista pratico che teorico, istruttori all'altezza e all'una ce ne andiamo con il nostro attestato in mano..giusto un pranzo veloce e poi si arma la bici..ore 14 pronti a partire..ci assegnano il maestro istruttore e si parte, tempo 10 min e inizia a piovere..speravo in una pioggerellina fine alternata a qualche schiarita invece più incazzato che mai il meteo si fa sentire facendo piovere in continuazione a abbassando di brutto la temperatura..
Quanta acqua...e sul più bello gli istruttori che ci accompagnano decidono di salire in quota raggiungendo il rifugio Camini e successivamente Stella d'Italia a 1700m...pioggia vento e 3°c, praticamente ci congeliamo tutti alla grande in quanto per tenere unito il gruppo ci dobbiamo fermare più volte e così alla discesa troviamo seri problemi di frenata visto che le mani non rispondevano più..ma arriviamo sani a salvi all'hotel dove mi aspetta una bella doccia calda e un' ottima cena a base di verdure calde e carne stufata...
birretta in compagnia con tutta la squadra visto che è sabato sera...e poi a nanna presto, anche se è domenica una giornata intensa ci aspetta...Sveglia ore 6.15 e stesso rito del sabato con corsa mattutina ma stavolta direttamente sotto la pioggia...si inizia bene penso io, infatti subito dopo colazione il primo e il terzo livello escono mentre noi sempre lezione e bici solo nel pomeriggio..Topografia, utilizzo del gps e organizzazione di un'uscita di gruppo, questi sono gli argomenti trattati, sempre con molta professionalità e capacità da parte dei relatori, pranzo e pronti a uscire con la bici...
Immancabilmente...piove...uscita tecnica siamo rimasti nei dintorni del paese dentro i boschi e lungo i prati per dei percorsi ben stabiliti oggetto di valutazione pratica nella conduzione e superamento ostacoli, quindi rientro e il tempo di una doccia per affrontare la parte scritta con un test di una decina di domande a cui rispondere..fortunatamente sono argomenti a me già conosciuti e dopo un breve ripasso serale il test risulta semplice e rispondo sicuro a tutte le domande...risultato...brevetto confermato e secondo livello acquisito..
Ora a fianco del maestro Marco, la geko bike si avvale degli istruttori di primo livello conseguito proprio questo fine settimana, Pierino e Giannantonio e il secondo con Lino, Devid e Alberto...che dire siamo fortiiiiiiiiii
ciao a tutti filippo
mercoledì 9 maggio 2012
lunedì 2 aprile 2012
GRAN FONDO TRE VALLI
Siamo a Tregnago in provincia di verona per la classica di inizio stagione e per la gara di apertura dei due circuiti di mtb più grandi della regione, il lessinia tour e il veneto tour..2500 i concorrenti schierati al via e la geko chiaramente non poteva mancare. Assieme a Vito, Nereo, Alberto e Renato ci siamo presentati al via più agguerriti che mai, del resto nessuno è qui per giocare....
Reduce dalla ultrabericus fatta esattamente una settimana prima, ero consapevole della mia ridotta forma fisica e già mi ero promesso di non partire alla disperata per morire subito dopo durante la prima salita, la mia intenzione era quella di fare una gara tattica e regolare all'insegna del "ritmo giusto per sopravvivere"...Parto oltretutto penalizzato in seconda batteria e visto i trascorsi della edizione precedente speravo proprio che almeno la prima filasse via sicura nei punti più lenti. La prima batteria parte alle 10 in punto e noi dopo un quarto d'ora...attesa stressante in griglia ma siam pronti a partire..mi ripeto in testa di partire tranquillo, sono quasi convinto a tal punto che al via parto come un razzo dimenticando completamente tutto il training autogeno fatto...vabbeh ormai la frittata è fatta, non resta che morire sulla prima salita..miracolosamente invece le gambe tengono a salgo alla grande prendendo la testa del gruppo..purtroppo però il sogno svanisce presto perchè nemmeno arrivati all'ottavo km che già prendiamo gli ultimi della prima griglia e da qui diventa un rallentamento continuo nei tanti punti tecnici di single trek disseminati lungo il percorso...dove la strada lo permette salgo bene, le forze non mi hanno mai abbandonato fino alla fine, ma il tempo è l'unica cosa che conta e il cronometro alla fine sentenzia un 2h e 07, poco più di 200mo assoluto, del resto in 2 minuti ci sono dentro più di 100 concorrenti segno che ce la siamo giocata sul filo del rasoio..stavolta mi son tagliato io spero di restare indenne alla prossima
ciao a tutti
filippo
Reduce dalla ultrabericus fatta esattamente una settimana prima, ero consapevole della mia ridotta forma fisica e già mi ero promesso di non partire alla disperata per morire subito dopo durante la prima salita, la mia intenzione era quella di fare una gara tattica e regolare all'insegna del "ritmo giusto per sopravvivere"...Parto oltretutto penalizzato in seconda batteria e visto i trascorsi della edizione precedente speravo proprio che almeno la prima filasse via sicura nei punti più lenti. La prima batteria parte alle 10 in punto e noi dopo un quarto d'ora...attesa stressante in griglia ma siam pronti a partire..mi ripeto in testa di partire tranquillo, sono quasi convinto a tal punto che al via parto come un razzo dimenticando completamente tutto il training autogeno fatto...vabbeh ormai la frittata è fatta, non resta che morire sulla prima salita..miracolosamente invece le gambe tengono a salgo alla grande prendendo la testa del gruppo..purtroppo però il sogno svanisce presto perchè nemmeno arrivati all'ottavo km che già prendiamo gli ultimi della prima griglia e da qui diventa un rallentamento continuo nei tanti punti tecnici di single trek disseminati lungo il percorso...dove la strada lo permette salgo bene, le forze non mi hanno mai abbandonato fino alla fine, ma il tempo è l'unica cosa che conta e il cronometro alla fine sentenzia un 2h e 07, poco più di 200mo assoluto, del resto in 2 minuti ci sono dentro più di 100 concorrenti segno che ce la siamo giocata sul filo del rasoio..stavolta mi son tagliato io spero di restare indenne alla prossima
ciao a tutti
filippo
giovedì 22 marzo 2012
ULTRABERICUS 2012
L'anno
scorso proprio in questo periodo ero solito girovagare sui colli
Berici in bicicletta come allenamento primaverile e proprio durante
uno di questi allenamenti che mi sono imbattuto su una scia di runner
che si stavano cimentando in questa manifestazione. E' stata come una
scintilla che ha acceso la fiamma, subito gli occhi si sono
illuminati e il primo pensiero nella testa è stato..."questa la
devo fare"...Sinceramente
pensavo alla solita gara di corsa collinare da 15-20 km, max 30 farla
grande, poi ho scoperto invece che la distanza e l'obbiettivo erano
ben maggiori. "i colli berici tutti d'un fiato", questo è
il motto che riporta la manifestazione e già qui ho pensato che di
sicuro tanto corta non è..E così quest'anno eccomi qua in partenza
assieme ad altri 650 amanti del trail, ossia la corsa in qualunque
ambiente purchè non sia asfalto...Preparata con 3 mesi di duro
allenamento, correndo 1500km tutti nel periodo invernale, 66 km la
distanza totale con 2500m di dislivello positivo. Sono numeri che
fanno riflettere, non è di sicuro la solita gara podistica che si
può anche improvvisare, così ho cercato di studiarla anche a
tavolino raccogliendo più informazioni possibili dai tanti amici che
di esperienza nè hanno di sicuro più di me. Ma torniamo alla
gara...Dopo i soliti riti scaramantici per ovviare agli imprevisti
dell'ultimo minuto la mattina della partenza è stata tranquilla, il
via è alle 10, così ho tutto il tempo per prepararmi con calma e di
salutare anche il grande Giulio con cui ho condiviso un pò di
sofferenza in quel di Aosta durante la Scuola Militare Alpina...
La location è bellissima, Piazza dei Signori a Vicenza fronte Basilica Palladiana, solite chiacchiere di rito e poi son pronto a partire..Spunta con chip e alle 10 in punto diamo fuoco alle polveri. I primi km sono guidati dagli apripista con tanto di macchina elettrica, giusto per passare il centro e portarci fino all'inizio della strada sterrata, ma da qui in poi è guerra..Cerco di prendere il gruppetto di testa e il ritmo si fa subito duro..arriviamo alle porte della mitica salita di Monte Berico (proprio dove è apparsa la Madonna) e qui la segnaletica ci dice di immetterci a fianco del prato per iniziare il trail, ma il buon vigile perfettamente a conoscenza del percorso, dopo averci richiamato con delle dolci parole ci fa girare proprio verso il santuario..un bel km abbondante di salita con sorpresa finale, arrivati in cima troviamo un addetto del percorso che ci chiede cosa ci facevamo qui visto che doveva essere la strada del ritorno...contentissimi di ciò torniamo indietro a gambe levate, ma ormai ci troviamo in fondo a tutti quanti che ormai sono già transitati lungo la strada giusta..dopo 10 min mi trovo già a dover fare 2 km in più...non mi perdo d'animo e proseguo...il percorso è tosto, sinceramente non pensavo così, molti sentieri difficili e comunque tanti sassi che portano a una corsa difficile, nervosa fatta di balzi e continui cambi di direzione..questo è il trail. Riesco a portarmi avanti e i primi ristori passano veloci..arrivo al 34mo km dove cè il cambio delle staffette (c'era anche la possibilità di farla in coppia), qui trovo il mio compagno di squadra Piero con cui scambio due brevi riflessioni sul percorso..ma si continua a proseguire, testa bassa per guardare la strada, il pericolo cadute è sempre in agguato...tanto bassa la testa che sbaglio strada e inizio una salita sterrata piuttosto dura..dopo qualche minuto che non vedo segnalazioni mi sorge il dubbio e guardando a valle vedo purtroppo gli altri concorrenti passarmi proprio sotto i piedi..e siamo a due...altri 700m in più...continua a passare gente ma non riesco a capire bene la posizione in quanto ai controlli non avevano la chiara situazione che le staffette avevano un pettorale differente dai singoli così quando chiedo la posizione il più delle volta è interpretata..l'importante è correre così si prosegue..arrivato al 56mo km segnati dal mio gps, sopra Perarolo il fisico mi fa capire che nè ha abbastanza, ma se la matematica non è una opinione mi mancano ancora 12 km, 10 di gara più i 2 fatti per la strada sbagliata...praticamente una eternità..dietro di me non tanto lontano vedo un gruppetto di tre persone, non capisco se son staffette o singoli, ma non sapendo la posizione penso che se anche mi raggiungono non mi cambiano le carte in tavola, l'obbiettivo a questo punto è finire..passo un incrocio asfaltato presidiato e l'addetto al percorso mi dice al volo:" guarda che sei nono assoluto"...e poi con un sorriso mi fa:" ma hai sei staffette davanti, sei terzo..." A questo punto un brivido adrenalinico sale dalla schiena, avevo la possibilità di arrivare a podio, ma il rischio della solita medaglia di legno non è tanto lontano visto il gruppetto che incalzava..Ho buttato giù tutti gli energetici che avevo e ho provato a tener duro per le ultime 2 salite..che fatica, le gambe ormai sono alla frutta e mi sembrava di correre con un'incudine sul petto, ma resisto e una volta arrivato a Monte Berico rimane solo la discesa...ultima fatica la famosissima scalinata di penitenza e vi assicuro che è proprio una via crucis...
Ma ormai non resta che l'ultimo km in mezzo alle via della città, ormai non mi ferma più nessuno e taglio il traguardo felicissimo di aver tenuto la posizione...un terzo posto assoluto in una gara durissima e faticosissima....ma ricca di tante soddisfazioni...
Grande organizzazione, appena passato il traguardo mi danno una buonissima birra fresca...pure doppio malto...e che faccio non bevo?????? guadagnatissima questa birra e va giù che è un piacere..il tempo di far arrivare l'alcool in circolazione e vado a far la doccia al patronato dove trovo pure la forza di farmi 20 vasche in piscina giusto per sciogliere un pò la muscolatura...massaggio alle gambe e pronto per le premiazioni..Podio in piena piazza dei Signori proprio di fronte al simbolo di Vicenza, la Basilica Palladiana e premiazioni da pelle d'oca
Successivamente altra premiazione, questa volta però i miei compagni di squadra che vincono alla grande la prova a staffetta..grandissimi Piero e Marco...un team vincente
A questo punto i doverosi ringraziamenti, un grazie a PURO SPORT per il supporto e l'abbigliamento, grazie a COMPRESSPORT che grazie alla tecnologia compressiva i miei muscoli hanno macinato più km senza fastidi, un grazie a Remo e Luca di TERZO TEMPO RUNNING per i preziosissimi consigli e materiali, un grazie a Matteo DI NUTRILIFE per le bellissime scarpe K-swiss e la fornitura dei gel energetici della GU, un grazie a Federica che con la sua pazienza di fisioterapista mi ha rimesso in sesto dopo la brutta caduta della settimana prima e infine un grazie a tutti quanti che mi hanno sostenuto con il tifo e i complimenti per il risultato...che dire...alla prossima
martedì 13 dicembre 2011
MONTE SUMMANO
Di solito questo giro è un classico della primavera, ma quest'anno l'inverno ci sta concedendo tante belle giornate di sole, con una temperatura mite che ci consente anche un giro in montagna proprio come questo. Ritrovo piazzale West Cicli e trasferimento con le auto in quel di Schio dove raggiungiamo l'abitato di Chiuppano. L'auto la parcheggiamo in una laterale fuori mano rigorosamente di fronte al bar, purtroppo ancora chiuso vista l'ora del mattino, ma che tornerà utile al fine del giro per l'aperitivo in compagnia..
Uscire dal torpore dell'auto è sempre un calvario, ma son bastate quattro battute goliardiche e subito gli animi si sono accesi. Preparazione della bici e controllo materiali, fondamentale quest'ultimo anche se la giornata è mite siamo sempre in inverno ragion per cui bisogna essere pronti a qualsiasi evenienza, lunghe fermate al freddo sono sicuramente deleterie per tutti.
Ci siamo tutto è pronto o quasi, ci manca solo il caffè per la carica supplementare, ma le serrande abbassate del bar ci fanno capire che è ora di pedalare e che di cazzate nè abbiamo già dette a sufficienza.
Direzione Santorso lungo le pendici dei monti sopra Piovene Rocchette, giusto per riscaldarsi un pò e quindi si inizia a salire poco dopo la chiesa. Il cielo velato ci fa capire che il sole non sarà di compagnia anche se la temperatura intorno ai 10 °c rende piacevole la pedalata. Il dedalo di strade che porta in vetta al Summano è piuttosto insidioso, ma noi al seguito abbiamo un' arma segreta ovvero il buon Pierino detto anche "gps" per la sua intramontabile voglia di pedalare nonchè di passione per il dispositivo gps, suo fedele compagno di 1000 avventure sempre presente al centro del manubrio. Nonostante questo esitiamo un attimo su un bivio e per la legge di Murphy chiaramente prendiamo la strada sbagliata..Una rampa della madonna ci fa capire che abbiamo qualcosa non va, ma è sufficiente chiedere informazione a una persona del posto che ci indica di proseguire che dopo quel calvario comunque saremmo arrivato sulla strada giusta.
Uscire dal torpore dell'auto è sempre un calvario, ma son bastate quattro battute goliardiche e subito gli animi si sono accesi. Preparazione della bici e controllo materiali, fondamentale quest'ultimo anche se la giornata è mite siamo sempre in inverno ragion per cui bisogna essere pronti a qualsiasi evenienza, lunghe fermate al freddo sono sicuramente deleterie per tutti.
Ci siamo tutto è pronto o quasi, ci manca solo il caffè per la carica supplementare, ma le serrande abbassate del bar ci fanno capire che è ora di pedalare e che di cazzate nè abbiamo già dette a sufficienza.
Direzione Santorso lungo le pendici dei monti sopra Piovene Rocchette, giusto per riscaldarsi un pò e quindi si inizia a salire poco dopo la chiesa. Il cielo velato ci fa capire che il sole non sarà di compagnia anche se la temperatura intorno ai 10 °c rende piacevole la pedalata. Il dedalo di strade che porta in vetta al Summano è piuttosto insidioso, ma noi al seguito abbiamo un' arma segreta ovvero il buon Pierino detto anche "gps" per la sua intramontabile voglia di pedalare nonchè di passione per il dispositivo gps, suo fedele compagno di 1000 avventure sempre presente al centro del manubrio. Nonostante questo esitiamo un attimo su un bivio e per la legge di Murphy chiaramente prendiamo la strada sbagliata..Una rampa della madonna ci fa capire che abbiamo qualcosa non va, ma è sufficiente chiedere informazione a una persona del posto che ci indica di proseguire che dopo quel calvario comunque saremmo arrivato sulla strada giusta.
E infatti eccoci qua pronti ad attaccare lo sterrato che porta fin su alla vetta, andatura turistica per tutti, adesso non è certo il tempo delle sfide, lo sarà fra qualche mese quando l'adrenalina agonistica inizierà a scorrere nelle vene e la necessità di smaltire quei 10-15 panettoni mangiati senza rimpianto si farà sentire e notare al momento di salire sulla bilancia.
Ma si sale in compagnia e tra sane risate e i soliti discorsi rigorosamente di gnocca arriviamo sulla vetta dove un panorama mozzafiato ci coglie di sorpresa, un timido sole fa capolino fra le nuvole tanto da illuminare il paesaggio sottostante e accendere gli splendidi colori autunnali sfumati dalle foglie delle piante ormai adagiate sul manto erboso del bosco.
Foto di rito e una breve pausa per mangiare qualcosa, barrette e caramelle energetiche volavano da tutte le parti, ma è ora di tornare non vogliamo rischiare di raffreddarci più del dovuto. Ora arriva la nostra specialità...la discesa. Decidiamo di scendere per il sentiero dei Girolimini, sentiero spettacolare che prende vita dall'omonimo ordine dei frati siti proprio ai piedi del monte, dediti all'ascesa in pellegrinaggio della "Regina Montis Summani". Scendiamo fieri e sicuri tra foglie e tronchi passa acqua che ci permettono salti spettacolari e derapate più che divertenti.
Il ritorno alla macchina è con il sorriso sulle labbra, contentissimi di aver concluso un giro in compagnia, ma quel che più conta è la voglia di come è stato affrontato, l'amicizia che ci ha unito per ogni metro del percorso è stata il legante del gruppo che ancora una volta da risalto alla Geko Bike come società sportiva per chi desidera pedalare in compagnia in una atmosfera serena e piacevole.
Prima di rientrare c'è anche il tempo per l'aperitivo di rito al bar (rigorosamente analcolico da bravi sportivi) per suggellare una giornata stupenda all'insegna della natura e dello sport. Un ringraziamento agli organizzatori e a tutti i partecipanti e quindi che dire se non....alla prossima Geki...
ciao a tutti filippo
mercoledì 19 ottobre 2011
KRONPLATZ RUN&BIKE
Per un atleta ripercorrere gli scenari e le strade delle gare professionistiche è sempre un onore e un piacere, la Kronplatz run&bike è proprio una di queste. Siamo a Brunico nella splendida Val Pusteria e sto per ripercorrere la mitica crono scalata, tappa del giro d'Italia che parte dalla piazza del comune di Brunico fino alla mitica campana della Concordia a quota 2400m sul panettone di Plan de Corones..34km secchi per 1600m di dislivello, nessun attimo di tregua e tanta ma tanta fatica..Il sabato è prevista la frazione di corsa mentre la domenica quella in bici. Ma andiamo con ordine.
Dopo le consuete formalità pregara la mattinata del sabato si è presentata subito con uno splendido e caldo sole di settembre, lo scenario attorno al paese è qualcosa di meraviglioso, la spinta giusta per affrontare più di 30km di salita. Preparativi di rito con tanto di riscaldamento doveroso attorno la piazza e lungo il viale della stazione, tutto è pronto compreso la safety car di accompagnamento per buona parte del percorso. Strade chiuse al traffico, Brunico e dintorni sono solo per noi. Il tempo di fare la spunta e si parte, manco a dirlo a tutta...in realtà ho una strategia di gara in previsione della bici da fare il giorno dopo devo dosare le forze, corro per la combinata e non per la gara singola come tanti questa mattina, ma la voglia di correre è tanta come quella di farsi trascinare dall'onda atletica di tutti i runner e quindi la prima parte puramente cittadina la corro quasi a tutta.
Il sole si fa sentire e ai ristori non manco di bere tanto e bagnarmi il viso, nonostante l'altitudine che incrementa man mano non fa affatto freddo. Arrivo al passo della Furcia e li svolto a sinistra e inizia il calvario. 5km di sterrato mooolto pendente, una media del 20% con punte al 24. Giro il cardio e vado a sensazione ormai c'è poco da fare, solo stringere i denti e soffrire. Siamo oltre i 2000m e la strada sale. Cominciano i tornanti con le foto dei campioni vincitori delle varie edizioni durante il giro...Coppi, Bartali, Gaul e infine il mitico Marco Pantani. Non nascondo una forte emozione, tanto da uscire leggermente dalla strada e toccare con mano mandando un bacio al mitico campione. Ultimo strappo, ultimo km tutto al 26%. Non resta che ricorrere alla riserva speciale, quella delle grandi occasioni...La pendenza è talmente alta che a fatica riesco a correre, ma le scarpe tengono bene e nonostante il fiatone, che per la verità è più simile a un rantolo, taglio il traguardo barcollando un pò, ma fiero della mia piccola impresa...Alla fine porto a casa un 10mo posto assoluto e un parziale di 5° nella combinata..Non male adesso resta solo da vedere come ci giochiamo la bici..Io ho dato tutto, anche se penso in verità di avere esagerato, ma come dice il detto chi non risica non rosica..
E' arrivato il momento della bici, siamo a domenica...il sole è stato sostituito da un violento temporale che per tutta la notte ha tamburellato le finestre con una pioggia battente. Fortunatamente in partenza ci da un pò di tregua, giusto il tempo di partire perchè dopo un venti minuti di gara la pioggia torna a farci compagnia
Dopo le consuete formalità pregara la mattinata del sabato si è presentata subito con uno splendido e caldo sole di settembre, lo scenario attorno al paese è qualcosa di meraviglioso, la spinta giusta per affrontare più di 30km di salita. Preparativi di rito con tanto di riscaldamento doveroso attorno la piazza e lungo il viale della stazione, tutto è pronto compreso la safety car di accompagnamento per buona parte del percorso. Strade chiuse al traffico, Brunico e dintorni sono solo per noi. Il tempo di fare la spunta e si parte, manco a dirlo a tutta...in realtà ho una strategia di gara in previsione della bici da fare il giorno dopo devo dosare le forze, corro per la combinata e non per la gara singola come tanti questa mattina, ma la voglia di correre è tanta come quella di farsi trascinare dall'onda atletica di tutti i runner e quindi la prima parte puramente cittadina la corro quasi a tutta.
passata la zona industriale la pacchia è finita, dopo appena 4 km dal via si inizia a salire. I primi 14 km sono abbastanza costanti, salita non troppo pendente salvo qualche piccola variazione, ma una volta preso il ritmo salgo regolare. Qui però vado a cardio, scelgo di stare tra medio e corto veloce, non voglio rischiare, il percorso non lo conosco sono solo a conoscenza dell'ultima parte dove le pendenze sono infernali. Si inizia la strada che porta al passo della Furcia e qua la strada si fa più interessante. Pendenze nettamente superiori e cuore che inevitabilmente sale fino alla soglia...non importa bisognava pure soffrire.
Il sole si fa sentire e ai ristori non manco di bere tanto e bagnarmi il viso, nonostante l'altitudine che incrementa man mano non fa affatto freddo. Arrivo al passo della Furcia e li svolto a sinistra e inizia il calvario. 5km di sterrato mooolto pendente, una media del 20% con punte al 24. Giro il cardio e vado a sensazione ormai c'è poco da fare, solo stringere i denti e soffrire. Siamo oltre i 2000m e la strada sale. Cominciano i tornanti con le foto dei campioni vincitori delle varie edizioni durante il giro...Coppi, Bartali, Gaul e infine il mitico Marco Pantani. Non nascondo una forte emozione, tanto da uscire leggermente dalla strada e toccare con mano mandando un bacio al mitico campione. Ultimo strappo, ultimo km tutto al 26%. Non resta che ricorrere alla riserva speciale, quella delle grandi occasioni...La pendenza è talmente alta che a fatica riesco a correre, ma le scarpe tengono bene e nonostante il fiatone, che per la verità è più simile a un rantolo, taglio il traguardo barcollando un pò, ma fiero della mia piccola impresa...Alla fine porto a casa un 10mo posto assoluto e un parziale di 5° nella combinata..Non male adesso resta solo da vedere come ci giochiamo la bici..Io ho dato tutto, anche se penso in verità di avere esagerato, ma come dice il detto chi non risica non rosica..
E' arrivato il momento della bici, siamo a domenica...il sole è stato sostituito da un violento temporale che per tutta la notte ha tamburellato le finestre con una pioggia battente. Fortunatamente in partenza ci da un pò di tregua, giusto il tempo di partire perchè dopo un venti minuti di gara la pioggia torna a farci compagnia
E' dure, molto dura...le gambe le sento pesanti e stanche del resto con la faticaccia del giorno prima...il percorso è uguale, sono solo preoccupato per l'ultima parte di strada quella sterrata..Ho scelto la bici da strada come i professionisti...fortunatamente grazie all'amico Vito sono riuscito a reperire un pacco pignoni da salita estrema..meno male..Arrivo alla Furcia in mezzo al gruppo e quando iniziamo la sterrata capisco che se ho un ultimo jolly da giocare quello è proprio il momento. Testa bassa e cuore a tutta. Le ruote sprofondano nel fango, nonostante la strada sia ben battuta e consolidata l'acqua ha ammorbidito il terreno al punto da farlo cedere sotto il peso delle ruote stesse. Questo però mi consente di far tenuta e non scivolare in nessun tratto del percorso..continua a passare ciclisti che stanno pagando le fatiche della prima parte e nell'ultimo km do tutto anche se non so dove andarlo a prendere.
Ci siamo anche l'ultima fatica è fatta...ora non mi resta che il verdetto dei giudici...Non tarda ad arrivare è un terzo posto assoluto per la combinata..Grande soddisfazione, visto anche la mia prima partecipazione e il poco allenamento subito dopo le ferie estive, ma anche questo è sport..
Ci siamo anche l'ultima fatica è fatta...ora non mi resta che il verdetto dei giudici...Non tarda ad arrivare è un terzo posto assoluto per la combinata..Grande soddisfazione, visto anche la mia prima partecipazione e il poco allenamento subito dopo le ferie estive, ma anche questo è sport..
Sempre un grande ringraziamento alla GEKO BIKE WEST CICLI per l'abbigliamento e il supporto agonistico e un grazie ai MITICI di PURO SPORT per le scarpe da corsa scott che si sono rivelate un ottimo strumento di gara anche nel terreno più ostile...che dire..alla prossima
grazie a tutti
ciao filippo
martedì 30 agosto 2011
PURO SPORT E SCOTT
Nel 2009 alla fine delle ostilità ironman in quel di Kona la voglia di correre era tanta, spinto anche dal fatto di voler focalizzare di più sull'attività podistica. Fino a quel momento le mie uniche fonti tecniche in fatto di scarpe erano soltanto le varie riviste del settore, soprattutto quelle di triathlon, mi mancava un punto di riferimento solido e sempre aggiornato. Conobbi allora lo staff del negozio PURO SPORT a Zanè (vi) e assieme a Paolo, Lucio e Antonio ho scoperto un mondo tutto nuovo fatto di novità e di esperienza nel settore. Il negozio è un vero e proprio punto di riferimento per noi sportivi, dal running al trekking, abbigliamento e accessori delle marche più prestigiose, le ultime novità degli orologi gps e integratori, che dire se non tutto quello di cui uno sportivo ha bisogno.
Visto la mia passione anche per le gare di raid e di corsa in montagna ho trovato la possibilità di provare la vasta gamma di scarpe, in modo da individuare subito la calzatura che più mi aggrada. Devo anche dire che in generale non pensavo che il mercato del running offrisse così tante alternative, abituato al triathlon dove con tre discipline devi navigare nel mare di materiali che il mondo dell'industria sportiva offre in ogni settore..

Quest'anno ho affrontato alcune gare di corsa in montagna fino all'apice della gara multidisciplina quale la BRESCIA NO LIMIT, dove la vittoria assoluta è stata una doppia soddisfazione, la gioia del risultato e, grazie a PURO SPORT, la giusta scelta dei materiali che giocano sempre un ruolo importante in qualsiasi competizione.
A tal proposito in collaborazione con SCOTT, mi hanno chiesto di provare le scarpe da running che recentemente la casa americana ha lanciato sul mercato. Già viste ai piedi del due volte campione del mondo di triathlon ironman Norman Stadler, subito sono stato colpito dall'offerta ed è bastato uno sguardo per provare le scarpe e partire subito con gli allenamenti test.

La scarpa in questione è la ERGO LOGIC RIDE, da allenamento veloce o gara lunga (maratona o mezza), 320 gr pesata per il numero 45 e colori sgargianti per non passare inosservati. La calzata è stata subito comoda e precisa, avvolge bene il piede grazie anche alle linguette laterali di stabilizzazione del collo del piede. Mi ci voleva un percorso misto collinare con salita anche sterrata in modo da provarle in modo completo con una sola uscita.

Dopo una mezz'ora di riscaldamento e qualche allungo sono salito sulle colline adiacenti al paese, la prima impressione è stata la comodità delle scarpe e il suo grip, anche se l'appoggio era sulla poca parte anteriore la scarpa non mostrava segni di cedimento nemmeno nella parte asfaltata. In discesa poi bastava lasciarle andare per una falcata veloce e sicura.
Alla fine sono stati 22km in terreno misto con la soddisfazione di aver provato una vera scarpa da running con la R maiuscola. Complimenti a SCOTT per la realizzazione e un grande in bocca al lupo per i futuri modelli.
Un grazie a PURO SPORT a cui devo sempre tanto per la disponibilità e la pazienza con cui vengo servito ogni volta che faccio visita, passare un pomeriggio per scegliere un paio di scarpe da corsa alla fine non è tempo perso, lo dimostra tutta la clientela che si ritrova soprattutto al sabato per provare e testare le scarpe sul tapis roulant, riguardare la corsa tramite computer una volta ripresi con la web cam e perchè no, scambiare qualche impressione personale e leggere i vari volantini delle gare in programma..ancora grazie e alla prossima con il modello da trekking..
mercoledì 13 luglio 2011
MTB DA 29" IL GIGANTE BUONO
E' la novità di un paio di stagioni fa, ma soltanto da quella passata che ho iniziato a vederne in giro a competizioni. Le varie riviste specializzate hanno iniziato a testarle quest'anno e i forum impazziscono per le varie impressioni sulla differenza con la sua rivale da 26". Dunque il dubbio resta, meglio la 29" o la 26". Il negozio West cicli di Spagnago ha messo a disposizione questa bike test, una Orbea in alluminio montata shimano xt e forcella rock shox frontale. Non essendo dotato di nessuno strumento per le varie misurazioni tecniche ho deciso di utilizzare come unico mezzo test le mie gambe e la mia capacità di andare in bici cercando di carpire le sensazioni, i pro e i contro che questa mtb mi saprà dare...Per cercare di rendere il test rappresentativo al massimo ripercorro lo stesso giro fatto lunedi con la mia mtb da 26" in modo da raffrontare le stesse strade e quindi le stesse difficoltà..
Regolo la sella e il manubrio, indosso scarpe occhiali caschetto e si parte..prima sensazione:"ma quanto alto sono?" I miei occhi intuiscono subito l'altezza differente, ma la sensazione dell'altezza è piacevole tanto da iniziare a spingere subito forte sui pedali..

Parto con una salita asfaltata sento che l'andatura soffre leggermente il peso della bici, ma non la prendo in considerazione in quanto non posso paragonare la 29" con la mia 26", i materiali del telaio son diversi e il gruppo pure, tempo una mezz'oretta e arriva la prima discesa sterrata, vado in posizione e l'affronto regolare lasciando andare la bici per capire come reagisce. La sensazione è fantastica, la mtb rimane solida e ferma sulla strada nonostante le varie asperità del terreno, l'assetto rimane costante e le curve le affronto con una sicurezza maggiore sentendo meno nelle braccia il rischio di sottosterzare. L'avantreno tiene bene il terreno e il carro posteriore non salta e non si sposta dalla traiettoria stabilita rendendo di una stabilità unica la bici. Altra salita sterrata e si vola sulla seconda discesa un pò più impegnativa della prima..Questa volta decido di forzare un pò, non mi bastano le prime sensazioni, voglio di più..la strada è piena di scoli per l'acqua piovana (noi li chiamiamo i "passa acqua") ossia quelle strisce trasversali nel terreno fatte appositamente per incanalare l'acqua piovana di scolo dai boschi, normalmente in discesa o le salti completamente o cerchi di assecondare l'entrata della ruota anteriore saltando un pò con la posteriore, ma ancora una volta la bici non si scompone e supera brillantemente questo secondo test in discesa..non contento e incredulo della stabilità inverto la marcia e torno indietro per rifare la stessa discesa ed ottengo gli stessi risultati...44.3 km/h in una strada sterrata e la bici stabilissima..

Ma il giro continua, proseguo sempre per strade sterrate fino a un punto di single track in salita, normalmente mettevo giù un paio di volte i piedi con la 26, stavolta butto giù il rampicante e parto agile, la bici fluttua sopra il terreno e senza scomporsi arrivo in cima in un attimo senza nemmeno l'accenno di staccare i piedi dai pedali..fantastico, il fiatone cè, del resto contro la gravità non si va senza spendere energia, ma caspita che soddisfazione, qui adesso manca solo il percorso tecnico...quello cosiddetto "hard".
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.E' il momento del famoso "sentinello", il sentiero saggiamente sistemato dagli alpini come ricordo delle trincee durante la prima guerra mondiale, questo sentiero scende lungo il pendio del monte Civillina ed è tutto una curva a gomito, stretto e con una notevole pendenza...meglio di così..con la 26 dovevo derapare un pochino con il posteriore in modo da coprire il raggio di sterzata altrimenti cadevo all'interno...con la 29 è stato uno spasso, bastava copiare il terreno senza paura e modulare il freno posteriore, nei tornanti più difficili rallentavo molto, comunque non volevo rischiare non è questo il momento di mettere il naso a terra, nonostante tutto sono sceso con una velocità e una sicurezza decisamente superiore al solito..non resta che riportare la bici in negozio e scambiare quattro chiacchiere con Marco, il gestore dell'attività, anche lui incredulo delle prestazioni del mezzo.."non ti resta che provarlo " gli suggerisco io.."la prossima uscita la facciamo assieme" mi risponde lui..
Bene non mi resta che un ultimo riassunto tecnico e qualche considerazione, dunque in discesa non c'è dubbio che la 29 è nettamente più stabile e di conseguenza più veloce della 26, in salita (tecnica) non ci sono paragoni, almeno i due tratti che ho affrontato io li ho risolti in modo fluido e scorrevole, infine come ultima considerazione posso dire che da buon bikers che alterna spesso e volentieri la bici da corsa con la mtb mi son trovato con la 29 ad avere un assetto molto più simile alla bici da strada che con la 26 tanto da sentire la pedalata in piedi in salita uguale a quella con la bici da corsa...Per me è promossa alla grande e se in America sta spopolando un motivo c'è..
Un grazie a Orbea per la sua gran bici e un grazie a Marco di West Cicli dove potete provare la stessa bike test che ho provato io giusto per capire che comunque per andare in bici bisogna sempre pedalare
ciao a tutti
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